Palazzo Te e Palazzo San Sebastiano di Mantova ospitano la mostra “Amore e Psiche. La favola dell’Anima“, curata da Elena Fontanella.
Un itinerario storico e artistico fra gli aspetti simbolici e archetipici dell’antico mito di Amore e Psiche, ripreso da Apuleio nel II secolo d.C..
L’esposizione, aperta al pubblico dal 13 luglio al 3 novembre 2013, presenta reperti archeologici della Magna Grecia e dell’età imperiale romana del IV e V secolo a.C., provenienti dai Musei Capitolini di Roma, dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e da altre importanti istituzioni pubbliche. Ad essi vengono accostate opere d’arte classiche (statue e dipinti di maestri quali Tintoretto, Antonio Canova, Auguste Rodin, Salvador Dalì, Tamara de Lempicka e altri) per giungere infine alla contemporaneità con le installazioni di Fabrizio Plessi, allestita nella Sala dei Giganti, e di Alfredo Pirri. Quest’ultimo per l’occasione ha realizzato Passi, un’opera che, sul pavimento della Camera di Amore e Psiche, vede posata un’ampia superficie specchiante in grado di riflettere il soffitto, al centro della quale è posta la Venere italica di Antonio Canova.
Due sono le sezioni; la prima, al tempio di San Sebastiano, realizzato su progetto di Leon Battista Alberti, accoglie quella dedicata interamente all’archeologia.
Quella a Palazzo Te segue le diverse fasi del racconto di Apuleio – dalla passione alla serenità raggiunta attraverso la speranza – e si apre idealmente dalla Camera di Amore e Psiche, capolavoro affrescato da Giulio Romano conservato proprio nella residenza gonzaghesca.
In questa prima area si confrontano opere di grande rilevanza, come la Venere dai Musei Capitolini, la Venere Italica (1807-1808) di Antonio Canova e Venere (1528) di Palma il Vecchio.
Si prosegue quindi con il tema delle nozze ferali di Psiche, prologo del dramma che sta per consumarsi.
La mostra è organizzata dalla Fondazione DNArt ed è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e alla Promozione Turistica del Comune di Mantova.